martedì 31 maggio 2011
Visita in Italia di Alex Podolinski
Ieri sono stato a seguire la conferenza di Podolinski a Pantanello. E' stato un momento molto importante per me, a parte il sonno terribile che avevo, essendomi alzato alle 4.30, ma più forte del sonno è stato il carisma di Alex. Cosa mi ha comunicato? La forza di un uomo solo, riesce a coinvolgere numerose altre persone su di un progetto e rende la sua azione estremamente positiva e incisiva su una realtà come quella australiana e fa sì che questa realtà oggi conti 3 milioni di ettari di agricoltura bio-dinamica. In cosa è diversa da quella italiana? In Italia quello che vedo è che c'è una lotta fra "guru", ognuno pensa di determinare le sorti dell'agricoltura bio-dinamica, più per riservarsi un posto al sole per se stessi piuttosto che aiutare le persone a trovare un equilibrio per intraprendere una strada che porti al rinnovamento dell'agricoltura. Sono l'ultima persona che deve dire questo, ma sentire dire da Alex Podolinski, che in Italia non ha trovato una sola azienda agricola in cui lui possa riconoscere una vera azienda bio-dinamica secondo i parametri della Demeter australiana è stato imbarazzante. La seconda cosa che ho potuto constatare è stata la vitalità di questo"vecchietto", assolutamente straordinario, semplice e forte. La forza della semplicità del suo messaggio è stata la capacità di sporcarsi le mani e di essere coinvolto in prima persona nell'attività agricola. Chiunque avrà modo di poterlo andare a sentire e principalmente vedere, nei prossimi appuntamenti in Puglia e Basilicata, vada perché ne trarrà dei benefici enormi. Ciao tonino
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Sarebbe interessante ascoltare quello che dice...magari quando saprai del prossimo incontro lo puoi pubblicare sul blog!
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EliminaEcco un sunto di qualche nozione tecnica appresa durante l'incontro tenutosi a Bari e seguito da uno studente che fino a quel giorno aveva solo vagamente sentito parlare di agricoltura biodinamica e che non mastica benissimo l'inglese:
EliminaL'agricoltura biodinamica di A. Podolinski trae spunto dalle tecniche adottate da un filosofo austriaco di nome Rudolf Steiner, il quale oltre ad occuparsi di esoterismo, arti grafiche e visive ed architettura praticava agricoltura biodinamica ed aveva messo a punto alcuni preparati in grado di modificare nel tempo la fertilità del terreno.
Podolinski spiega che la fertilità del terreno dipende da due componenti fondamentali, l'aria e l'acqua.
Le tecniche colturali attualmente adottate dall'uomo prevedono quasi inevitabilmente l'utilizzo di mezzi meccanici sempre più potenti e quindi in grado di lavorare a profondità sempre maggiori il terreno anche quando questo non si trova in condizioni perfettamente idonee, di tempra.
Le lavorazioni su terreno con scarse quantità di acqua portano ad una polverizzazione del suolo che provoca una diminuzione della porosità con conseguente diminuzione della quantità di aria nel suolo. Meno aria nel terreno si traduce in una riduzione della presenza di microrganismi nel terreno. Inoltre Podolinski aggiunge che una minore porosità del terreno si traduce in una minore capacità di questo di assorbire e contenere al suo interno acqua; sarebbe questa una delle cause dell'aumento delle alluvioni negli ultimi anni. Come ben logico meno acqua vuol dire meno sostanze disponibili per le piante e quindi produzioni sempre più scarse, impoverimento del suolo, meno attività microbiologica.
Secondo Podolinski i terreni coltivati con metodi tradizionali e sui quali si pratica monocoltura o scarse rotazioni, con il tempo si impoveriscono di sostanza organica, e questa è la principale causa dell'impoverimento del suolo e del calo delle produzioni per unità di superficie. Per cui i principi base dell'agricoltura biodinamica mirano in primo luogo ad evitare il rivoltamento del terreno limitandone la polverizzazione, ragion per cui le lavorazioni sono effettuate principalmente con ripper. In secondo luogo ad incrementare il contenuto di sostanza organica del terreno attraverso l'utilizzo di sostanze a base di humus. Queste sostanze prendono il nome di preparati e vanno applicati al terreno in dosi minime ma costanti per diversi anni al fine di incrementare il contenuto di sostanza organica del terreno.
I preparati sono tutti a base di sostanze naturali e vanno dinamizzati sul terreno ovvero applicati con appositi mezzi tecnici in grado di distribuire nella giusta quantità la sostanza da applicare. I preparati sono denominati con le sigle 500, 501, 502, 507. Queste sostanze sono in grado di stimolare l'attività microbiologica del terreno e favorire in questo modo l'accumulo di sostanza organica, il loro uso è comunque spesso associato all'utilizzo del letame.
Considerazioni finali
Durante l'incontro mi sembrava di trovarmi di fronte ad un vecchietto scontroso che racconta con rabbia la storia della sua vita e svela con forza le verità più nascoste che ha scoperto, purtroppo tra l'indifferenza e la superficialità di persone, anche importanti e stimate, che credono di trovarsi di fronte ad un cantastorie.
Eppure io credo che, dopo tanti anni, di quel vecchietto si dirà: "l'aveva detto".
Forse mi sbaglierò ma penso che incontrare Podolinski possa lasciare in tutti, anche i più scettici, un momento di riflessione profondo.
Ciao Domenico